
Tra una cisterna fuori terra posizionata in un angolo del giardino e un serbatoio interrato sotto il prato, le differenze non si limitano al volume di stoccaggio. Temperatura dell’acqua, pH, durata di conservazione, vincoli di manutenzione: diversi parametri tecnici distinguono queste due opzioni. Confrontare questi dati permette di comprendere perché la cisterna interrata si imponga in alcuni contesti, e non solo per una questione di estetica.
Cisterna interrata o fuori terra: confronto delle prestazioni di stoccaggio
La scelta tra questi due tipi di cisterne si basa su criteri misurabili. La tabella qui sotto sintetizza le differenze più significative a partire dai dati disponibili.
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| Criterio | Cisterna fuori terra | Cisterna interrata |
|---|---|---|
| Capacità attuale | 200 a 1.000 litri | Alcuni migliaia di litri (fino a 10.000 litri e oltre) |
| Stabilità termica | Soggetta a variazioni stagionali, possibile gelata in inverno | temperatura naturalmente stabile tutto l’anno |
| Rischio di proliferazione di alghe | Alto (esposizione alla luce e al calore) | Molto basso (oscurità e freschezza costanti) |
| pH dell’acqua stoccata (cisterna in cemento) | Non applicabile (plastica) | Neutralizzazione dell’acidità tramite i carbonati di calcio |
| Impatto visibile sul suolo | Sì | Nessuno |
| Durata di conservazione dell’acqua | Alcune settimane prima della degradazione | Alcuni mesi in condizioni ottimali |
Quando si considera l’installazione di una cisterna interrata per la raccolta dell’acqua piovana, queste differenze di prestazione orientano la dimensione del progetto. Una cisterna fuori terra rimane pertinente per un’irrigazione occasionale, ma non appena gli usi includono i servizi igienici o la lavatrice, la stabilità dell’acqua diventa un parametro determinante.

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pH e qualità dell’acqua: il vantaggio del cemento interrato rispetto al polietilene
L’acqua piovana è naturalmente acida, con un pH compreso tra 5,5 e 6. Stoccata in una cisterna in polietilene (il materiale standard delle cisterne fuori terra), mantiene questa acidità. In una cisterna in cemento interrata, i carbonati di calcio presenti nella parete riportano progressivamente il pH verso la neutralità.
Questa correzione chimica ha due conseguenze pratiche. Riduce lo sviluppo batterico durante uno stoccaggio prolungato. Limita anche gli odori che si manifestano quando l’acqua ristagna in un serbatoio di plastica esposto al calore.
Per usi interni (alimentazione dei WC, collegamento alla lavatrice), un’acqua vicina alla neutralità riduce l’entartramento e i depositi nelle tubature. Questo punto tecnico è raramente menzionato nelle guide all’acquisto, che si concentrano sul volume e sul prezzo.
Materiale della cisterna e durata di vita
Il cemento resiste meglio alle pressioni del terreno e ai movimenti del suolo rispetto a una cisterna in polietilene interrata. Tuttavia, il suo peso richiede uno scavo più consistente e un accesso praticabile per la consegna.
Le cisterne in polietilene ad alta densità esistono anche in versione interrata. Sono più leggere, meno costose da trasportare, ma la loro durata di vita rimane inferiore a quella del cemento su decenni di utilizzo.
Manutenzione di una cisterna interrata: obblighi normativi e frequenza reale
La manutenzione di una cisterna di raccolta dell’acqua piovana interrata non si limita a un controllo annuale. La normativa impone verifiche precise, e trascurarle influisce direttamente sulla qualità dell’acqua e sulla longevità del sistema.
- I sedimenti e il fango si accumulano sul fondo della cisterna. Una pulizia completa (svuotamento, scavo) deve avvenire regolarmente per evitare la formazione di gas e la degradazione dell’acqua stoccata.
- Il sistema di filtrazione a monte (filtro della grondaia, filtro prima della cisterna) richiede un controllo almeno due volte all’anno, prima e dopo la stagione delle forti piogge.
- Il troppo pieno e il collegamento alla rete fognaria devono rimanere funzionanti. Un troppo pieno ostruito può provocare risalite d’acqua verso il tetto o saturare il terreno intorno alla cisterna.
- È obbligatoria una dichiarazione in comune per ogni installazione di raccolta dell’acqua piovana per uso interno, con annotazione nel libretto sanitario dell’abitazione.
Lasciare accumulare i sedimenti degrada l’acqua tanto quanto uno stoccaggio in cisterna aperta. Il guadagno qualitativo di una cisterna interrata scompare se la manutenzione non è assicurata.

Dimensionamento della cisterna: superficie del tetto e pluviometria locale
Installare una cisterna sovradimensionata o sottodimensionata equivale in entrambi i casi a sprecare denaro. Il calcolo della capacità utile si basa su due variabili: la superficie del tetto collegato e la pluviometria annuale del comune.
Collegare grondaia, tubo e cisterna
La superficie del tetto collettore si misura in proiezione orizzontale. Un tetto inclinato di 80 m² non raccoglie la stessa quantità d’acqua di un tetto piano di pari estensione, poiché il coefficiente di deflusso varia a seconda del materiale (tegole, lamiera, ardesia). La lamiera offre il miglior coefficiente di deflusso tra le coperture comuni.
Il collegamento tra grondaia e cisterna passa attraverso un collettore filtrante installato sul tubo di discesa. Questo filtro trattiene foglie, muschi e detriti prima che raggiungano la cisterna. Senza questo primo livello di filtrazione, i sedimenti si accumulano più rapidamente e la pulizia diventa più frequente.
Adattare il volume agli usi reali
Un giardino di dimensioni modeste con un semplice irrigazione estiva non giustifica una cisterna di diverse migliaia di litri. Al contrario, una casa che collega WC e lavatrice all’acqua piovana ha bisogno di un volume di stoccaggio capace di coprire i periodi secchi senza integrazione della rete potabile.
Il corretto dimensionamento incrocia il consumo previsto con la capacità di raccolta reale. Sopravvalutare la pluviometria o sottovalutare gli usi porta a un ritorno sull’investimento più lento del previsto.
La cisterna interrata si distingue per la sua capacità di mantenere un’acqua stabile, neutra e utilizzabile per lunghi periodi, a condizione che il dimensionamento e la manutenzione siano adeguati. Il materiale cemento e l’interramento correggono le due debolezze strutturali dello stoccaggio fuori terra: l’instabilità termica e l’acidità persistente. Sono questi parametri tecnici, più che il semplice guadagno di spazio, a giustificare l’investimento in un sistema interrato.