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Tecnologia

Le ultime tendenze high-tech e videogiochi da non perdere quest’anno

Il mercato dei videogiochi e della tecnologia di consumo sta attraversando una fase di rapida ristrutturazione. Nuove regole europee sulla monetizzazione in-game,…

Jeune homme jouant à un jeu vidéo sur un setup gaming haut de gamme avec écran incurvé ultra-wide et clavier mécanique RGB

Il mercato dei videogiochi e della tecnologia di consumo sta attraversando una fase di rapida ristrutturazione. Nuove regole europee sulla monetizzazione in-game, agenti IA integrati negli smartphone, pressione normativa sui contenuti destinati ai minori: le tendenze high-tech e dei videogiochi di quest’anno ridisegnano i contorni di ciò che gli utenti possono aspettarsi dai prodotti che acquistano.

Classificazione PEGI e loot box: la regolamentazione che cambia le carte in tavola per i videogiochi

Dal giugno 2026, ogni nuovo gioco che offre oggetti casuali a pagamento (loot box, pacchetti di carte, gacha) riceve automaticamente una classificazione minima PEGI 16. Le meccaniche considerate simili ai giochi d’azzardo comportano un passaggio diretto a PEGI 18.

Questa misura, annunciata il 12 marzo 2026, colpisce in primo luogo le franchise sportive a grande pubblico. Il caso di FC 27 è emblematico: un gioco di calcio classificato PEGI 3 per anni passa a PEGI 16 a causa della sua modalità Ultimate Team e dei suoi pacchetti casuali a pagamento.

Per gli editori, la costrizione è doppia. Da un lato, una classificazione più alta riduce meccanicamente la base di giocatori idonei, in particolare tra i minori. Dall’altro, i negozi fisici e digitali applicano filtri di visibilità in base alla classificazione. Un gioco PEGI 16 appare meno facilmente nei suggerimenti destinati alle famiglie. Per accedere alle notizie su Le Bon Geek e seguire l’evoluzione di queste regole nel tempo, la vigilanza regolare rimane il miglior riflesso.

Il segnale inviato agli studi è chiaro: la monetizzazione casuale ha ora un costo normativo diretto. Diversi editori stanno già rivedendo i loro sistemi di progressione per offrire acquisti a contenuto fisso piuttosto che casuale, anticipando un ulteriore inasprimento a livello dell’Unione Europea con il Digital Fairness Act.

Donna che gioca alla console di videogiochi di ultima generazione in un salotto dallo stile scandinavo moderno

Agenti IA su smartphone: cosa cambia concretamente con Google Gemini Intelligence

L’intelligenza artificiale integrata nei dispositivi mobili non si limita più a un chatbot in un’app dedicata. Google ha lanciato Gemini Intelligence, un agente IA in grado di controllare direttamente le funzioni dello smartphone Android. La differenza rispetto a un assistente vocale classico risiede nell’autonomia di esecuzione: l’agente può eseguire più azioni senza intervento tra ciascun passaggio.

In pratica, ciò significa che una richiesta come “prenota un tavolo per due stasera vicino all’ufficio” attiva una ricerca di ristoranti, filtra per disponibilità e pre-compila il modulo di prenotazione. L’utente convalida alla fine, non a ogni micro-passaggio.

Ciò che distingue un agente IA da un assistente vocale

Un assistente vocale esegue un comando isolato: avviare un timer, inviare un messaggio dettato. Un agente IA opera su più applicazioni in sequenza, conserva il contesto da un passaggio all’altro e adatta la sua azione se una condizione cambia (ristorante completo, orario modificato).

Questo approccio solleva questioni di permessi e privacy. Per funzionare, l’agente accede ai dati di più applicazioni simultaneamente. Il controllo granulare delle autorizzazioni diventa un criterio di scelta al momento di attivare o meno queste funzioni. Google offre un cruscotto degli accessi, ma la leggibilità di queste impostazioni rimane migliorabile.

Verifica dell’età nei giochi multiplayer: verso uno standard europeo

La Francia sta esaminando la possibilità di imporre una verifica dell’età nei videogiochi multiplayer, sul modello di quanto già esiste per alcuni social network. Il tema va oltre il semplice controllo parentale: si tratta di integrare un meccanismo tecnico a livello della piattaforma di gioco stessa.

Attualmente coesistono diverse metodologie:

  • La stima tramite analisi facciale, rapida ma contestata in termini di privacy e affidabilità per gli adolescenti vicini al limite di età
  • La verifica tramite documento d’identità digitale, più robusta ma ostacolata dall’assenza di un portafoglio d’identità europeo uniformato
  • Il doppio controllo parentale abbinato a un identificativo operatore, soluzione intermedia testata in alcuni paesi nordici

La principale sfida tecnica risiede nell’interoperabilità. Un giocatore francese su un server ospitato in Irlanda, utilizzando un account creato in Germania, deve essere sottoposto a una verifica coerente indipendentemente dal punto d’ingresso. Nessuno standard unico è ancora emerso a livello dell’UE, ma il Digital Fairness Act in discussione potrebbe fissare un quadro comune.

Gruppo di giovani adulti che scoprono le ultime tendenze high-tech, smartphone e cuffie VR in un negozio di elettronica

Fine annunciata del gioco fisico presso PlayStation: cosa implica per gli acquirenti

PlayStation ha annunciato la fine dei giochi fisici all’orizzonte del 2028. Questa decisione riguarda la produzione di dischi per le nuove uscite, non il supporto hardware esistente (le console manterranno il loro lettore, almeno per questa generazione).

Per i giocatori, la conseguenza più diretta riguarda la rivendita. Un gioco dematerializzato rimane legato all’account che lo ha acquistato. Il mercato dell’usato, che permetteva di recuperare una parte del proprio investimento o di acquistare a prezzo ridotto, sta scomparendo progressivamente.

Archiviazione e banda larga, i costi nascosti del tutto-digitale

I giochi AAA attuali pesano diverse decine di gigabyte. Senza supporto fisico, l’archiviazione interna della console e la qualità della connessione internet diventano fattori limitanti. Una famiglia con una connessione ADSL classica può attendere diverse ore per scaricare un titolo recente, mentre l’installazione da un disco richiedeva solo pochi minuti.

Il passaggio al tutto-dematerializzato redistribuisce anche il potere di fissazione dei prezzi. Senza concorrenza del mercato dell’usato né pressione da parte dei rivenditori fisici, le piattaforme controllano completamente il ciclo di vita tariffario di un gioco. Le promozioni esistono, ma la loro frequenza e ampiezza dipendono esclusivamente dalla strategia commerciale dell’editore e del negozio.

Questi quattro assi (regolamentazione PEGI, agenti IA mobili, verifica dell’età, fine del fisico) condividono un punto in comune: spostano il baricentro dal prodotto all’ecosistema che lo circonda. La scelta di una console, di uno smartphone o di un gioco si basa sempre meno solo sulla scheda tecnica e sempre più sulle regole, sui permessi e sulle condizioni di accesso che ne disciplinano l’uso.

Le ultime tendenze high-tech e videogiochi da non perdere quest’anno